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Albavilla
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mwhgAlbavilla (mwhwVila in mwiadialetto brianzolocite-ref-4[4]cite-ref-5[5], mwkqmwkgAFI: /ˈvila/, e mwlaVillalbese fino al mwlq1928) è un mwlgcomune italiano di mwlw6 349 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwnaprovincia di Como in mwnqLombardia. Il comune, situato nel mwngTriangolo Lariano fa parte della mwnwComunità Montana del Triangolo Lariano.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Dialetto
• Cultura
• Eventi
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Ubicato in mwowprovincia di Como, il comune di Albavilla si estende per una superficie di mwpa10,55 km².
L'altitudine del territorio comunale va da un minimo di mwpg260 m s.l.m. del mwpwlago di Alserio, passando a mwqa429 m s.l.m. del centro paese, ai mwqq903 m s.l.m. dell'mwqgAlpe del Viceré, fino a un massimo di mwqw1320 m s.l.m. della cima del Monte mwraBollettone.
Confina con i comuni di mwrgAlbese con Cassano, mwrwAlserio, mwsaErba, mwsqFaggeto Lario e mwsgOrsenigo.
Origini del nome
Fino dall'antichità Albavilla ebbe sempre il ruolo di “villa”: si spiega l'etimologia dell'antico nome “Villalbese”, sostituito nel 1928 da “Albavilla”. Nelle denominazioni che hanno contraddistinto il paese durante i secoli è presente il nome delle “Alpi”: "Vicus Alpensis" o il più antico "Villa Albensis", a indicare una località di riposante soggiorno in zona di pascoli montani.
Storia
Dalla Preistoria all'epoca romana
La zona di Albavilla e di tutto il Piano d'mwuaErba risulta abitata dall'uomo fino dalla mwuqpreistoria, come testimoniano i reperti rinvenuti nella grotta del mwugBuco del piombo. In quel periodo le acque occupavano quasi interamente il Piano d'Erba, con gli attuali laghi di mwuwPusiano e di mwvaAlserio che formavano un unico lago.
Dall'età mwvgneolitica iniziano a susseguirsi altre tribù provenienti dall'mwvwEuropa centrale che importano l'usanza di costruire le loro abitazioni su mwwapalafitte invece che in mwwqcaverne: resti sono stati rinvenuti sul mwwglago di Pusiano (zona mwwwBosisio Parini e presso l'isola dei cipressi), e sul mwxalago di Montorfano.
Intorno al 1200 a.C. popoli provenienti dalle mwxgAlpi (“Orobii”) si insediarono in queste zone, come dimostra la toponomastica di alcune località quali Robbiano, Robbiate, Introbio e, nel comune di Albavilla, il nome del rilievo di “Montorobio”. Limitrofa a questa area si trova un'altra località, “Castlasc”, così chiamata per la probabile presenza di recinti di difesa contenenti abitazioni e capanne di ricovero.
A quest'epoca risale altresì la popolazione della zona da parte dei popoli della cosiddetta mwyamwyqCultura di Golasecca, di origine celtica, che avrebbe dato vita al popolo degli Insubri.
Nel corso dei secoli, il popolo mwywEtrusco e gli mwzaUmbri stabilirono colonie tra i mwzqLiguri, sviluppando commercio con i mercati elvetici, gallici e germanici: nella zona portarono contributi in materia di mwzgagricoltura e mwzwidraulica con opere di prosciugamento di acquitrini e paludi, imbrigliamento fiumi e torrenti: la zona del mwaaPiano d'Erba era ancora sommersa da un'ampia distesa di acque.
Queste popolazioni si fusero con i popoli preesistenti dando origine ai Galli Cisalpini, temuti dagli stessi mwbqRomani. Dopo 4 secoli di scontri e indipendenza, i Romani fecero dell'Italia settentrionale una provincia romana di nome “Gallia Cisalpina”.
Una strada romana passava da queste zone collegando tra loro mwbwComo, mwcaLecco, mwcqBergamo e mwcgBrescia, toccando mwcwCaslino d'Erba, mwdaCastelmarte e mwdqProserpio: strada che, a causa della zona del Piano d'Erba ancora paludosa, passava nella fascia di territorio delle località di Ferrera, Galbanera, Boccogna, Crevenna, San Salvatore (come dimostrato dai rinvenimenti archeologici).
Con il dominio romano si diffuse anche il culto degli mwdwdei di Roma, come dimostrato dalla toponomastica di alcuni campi: “Mercolè” o “Mercorè” presso località La Rosa, il “Cerei” presso la località Cappelletta, “Arcur” verso Molena, rispettivamente da mweaMercurio, mweqCerere ed mwegErcole, tutte divinità romane relative all'mwewagricoltura e alla mwfapastorizia.
All'età romana risalgono numerosi reperti archeologici, come tombe con armi, monete, utensili, anfore, bronzi imperiali, terrecotte.cite-ref-6[6] Alcuni ritengono che nella zona di via Volta ci fosse un mwggcastrum,cite-ref-062-7-0[7] mentre la località Ferrera avrebbe ospitato una mwhwnecropolicite-ref-2-8-0[8].
Lo storico cinquecentesco mwjqAndrea Alciato collocava ad Albavilla la villa dell'”Alsium”, dimora del generale romano mwjgLucio Virginio Rufo.cite-ref-062-7-1[7] Anche mwkwCicerone e mwlaPlinio il Vecchio e mwlqil Giovane, si narra abbiamo soggiornato ad Albavilla.
Alto e Basso Medioevo
Il dominio romano aveva offerto protezione alle correnti migratorie dal settentrione, ma dal terzo secolo in poi i “mwmabarbari”, (mwmqFranchi, mwmgAlemanni, mwmwGoti) si affacciano alle frontiere. Nel quinto secolo gli invasori attaccarono il territorio: mwnaVisigoti, mwnqVandali e mwngUnni si succedettero nel giro di pochi anni: la popolazione cercava rifugio sui monti, creando delle fortificazioni, come quelle del mwnwBuco del piombo. Nel 476 d.C. si ha la mwoacaduta dell'Impero romano d'Occidente, che pone fine alla dominazione romana. Nel 525 d.C. il territorio è interessato da una terribile carestia.
Nel 568 d.C. avvenne la migrazione dei mwogLongobardi, che sotto la guida di mwowAlboino si stanziarono nell'mwpaInsubria (che da allora divenne Longobardia o mwpqLombardia).
Nel 774 d.C. ultimo re dei Longobardi fu mwpwDesiderio, sconfitto da mwqaCarlo Magno, re dei Franchi che dominarono fino all'888 d.C. quando la corona di Italia toccò a mwqqBerengario I, duca del Friuli: le guerre chiamarono in Italia mwqgOttone I re di Germania (951 d.C.), eletto successivamente mwqwimperatore del Sacro Romano Impero.
Il dominio degli imperatori germanici durò fino al 1268. In questi secoli si consolidò il mwrqsistema feudale, sorto ai tempi dei Longobardi e approvato da Carlo Magno.
• Milano,
• il mwtqSeprio (a nord-ovest), con capoluogo mwtgCastelseprio,
• la Bassana (sud-est), con capoluogo mwuaTrezzo d'Adda,
• la mwugMartesana (nord-est), ossia la mwuwBrianza: "Martesana" deriva da mwvaMarte, a cui si deve il nome di mwvqCastelmarte, il capoluogo. Vera capitale di tutto il contado era però mwvgVimercate, e quando la Martesana fu divisa in due territori, mwvwCantù fu il capoluogo del secondo. La Martesana comprendeva una dozzina di mwwapievi, fra cui quella di mwwqIncino, a cui appartiene il comune di Albavilla.cite-ref-062-7-2[7]
La divisione in pievi durò fino al 1786, anno in cui il governo austriaco fece una nuova divisione.
Intorno all'anno mwya1000 il popolo si sollevò contro il regime feudale: si entrava nel periodo dei mwyqComuni; la lotta scoppiò sotto il governo dell'arcivescovo mwygAriberto da Intimiano (1019-1045), che possedeva numerosi feudi retti da mwywvalvassori o mwzavassalli minori ad esso sottoposti.
Questi ultimi si riunirono in una lega detta “mwzgla Motta”, contro l'arcivescovo e i mwzwfeudatari: i Comuni, per resistere, eressero delle torri in luoghi elevati per trasmettere ordini e notizie da un luogo all'altro con bandiere colorate di giorno e con falò di notte. Ad Albavilla era presente la torre del mw0amonte Broncino (1077mw0q m mw0gs.l.m.) collegata con la torre di Incino, il campanone della mw0wBrianza, la torre di mw1aMontorfano e del mw1qCastel Baradello.
La battaglia di Carcano
Nel 1152 era salito al trono mw2qFederico Barbarossa, detto il Barbarossa: nei suoi progetti contro mw2gMilano, si fece amico delle popolazioni della mw2wMartesana.
Nel mw3q1160 i Milanesi, indignati dal tradimento dei Martesani, riconquistato il mw3gCastello di Trezzo sull'Adda, avanzarono fino alla mw3wPieve di Incino, impadronendosi delle torri e dei castelli della zona. Nella frazione di mw4aCarcano sorgeva un castello: i resti dei militi fedeli al Barbarossa si asserragliarono in questo castello, che sorgeva nell'attuale area occupata dalla chiesa e dal cimitero, ed era difeso per tre lati da un profondo vallo naturale, rimanendo accessibile solo verso Tasseracite-ref-9[9].
Lo scontro, il 9 agosto, fu tremendo ed i Milanesi, vittoriosi sulle prime, si trovarono di fronte un nuovo corpo di nemici che penetrarono distruggendo lo stesso mw6gcarroccio.
Gli abitanti di mw7aErba decisero di far causa comune con i Milanesi, e si congiunsero a questi senza che il Barbarossa se ne accorgesse: le sorti mutarono in favore delle milizie comunali; il Barbarossa riunì i militi superstiti trovando scampo nel "castello dei Mandelli" e poi oltre, al mw7qCastel Baradello. I Milanesi, quando furono certi della fuga dell'imperatore, fecero razzia del campo nemico, e si concentrarono attorno a Carcano. Dopo aver resistito ancora una settimana, una notte gli imperiali fecero una improvvisa sortita, abbattendo e incendiando le costruzioni dei Milanesi. Dopo quasi un mese di assedio i Milanesi rientrarono in città.
Il castello di Carcano cadde molto più tardi nelle mani dei Milanesi, che lo distrussero.cite-ref-062-7-3[7]
Con la mw9apace di Costanza (mw9q1183), furono regolati i rapporti tra i Comuni e l'imperatore e la zona della Martesana venne annessa a Milano.
Trecento e Quattrocento
Nel mw-aXIV secolo, il feudo che comprendeva l'odierno territorio di Albavilla passò ai mw-qVisconti.cite-ref-062-7-4[7]
Nel periodo di dominazione mw-wviscontea, mwaqaAzzone Visconti fece rifiorire l'agricoltura. I Visconti cessarono di governare nel mwaqe1447, cedendo alla dinastia degli mwaqiSforza, che dominarono fino al mwaqm1530, anno di inizio della dominazione spagnola.
Rinascimento, dominazioni straniere, Risorgimento
Sotto la mwaqodominazione spagnola (1500-1600) crollano il commercio e l'agricoltura in seguito alle pesanti tasse imposte dai governatori spagnoli, alle guerre, alle mwaqscarestie e alle mwaqwpestilenze (mwaq01576 e mwaq41577, mwaq8peste di San Carlo, e mwarapeste del 1630-1631, peste dei “mwarePromessi Sposi”, con 72 vittime su circa 400 abitanti).
In seguito alla mwarmguerra di successione spagnola (mwarq1707) subentra il dominio austriaco che, salvo un breve ritorno spagnolo nel mwaru1745- mwary1746 e la parentesi francese del dominio napoleonico, durò fino al mwarc1859.
Si ebbe un lieve miglioramento: riduzione tasse, rilancio commercio e agricoltura. Nel governo di mwarkMaria Teresa (1745-mwaro1780), nel 1745 un editto autorizzò i possidenti di ogni comune a riunirsi in “Convocato”, per decidere le nomine e le spese comunali: le riunioni si tenevano nella casa parrocchiale, “Sala comunale” e nella piazza denominata “Praello”.
Della dominazione napoleonica resta il ricordo toponomastico dell'mwassAlpe del Viceré, da mwaswEugenio di Beauharnais, figliastro di mwas0Napoleone, Viceré d'Italia.cite-ref-063-10-2[10]
Nella prima metà dell'Ottocento la viabilità viene migliorata tramite allargamento di vie esistenti e apertura di nuove; vengono realizzate nuove condutture d'acqua.
L'11 luglio mwato1859 la firma dei preliminari di Villafranca sancì l'ingresso del paese nell'Italia.
Il paese si trasformò da villaggio prevalentemente dedito all'agricoltura ad importante centro per l'mwatwindustria serica.cite-ref-063-10-3[10]
L'afflusso di villeggianti contribuisce a mutare il volto del paese, tramite incremento dell'area dell'abitato e apertura di nuove vie: mwaui1884- mwaum1885 via XX Settembre e via Patrizi, copertura della “Valle” che prima attraversava l'abitato, attraversata dai ponti a “Campo” e del “Priello".cite-ref-063-10-4[10]
Dal 1900 ad oggi
Nel mwauo1914 viene aperto l'attuale viale Matteotti e nel mwaus1934- mwauw1935 la strada che conduce all'mwau0Alpe del Viceré, ultimata la quale si ha la costruzione di un “Villaggio alpino per i Figli degli Italiani all'Estero”cite-ref-063-10-5[10].
Nel mwavm1939 la sede dell'attuale palazzo comunale (risalente al mwavq1896), viene ampliata. Anche gli impianti di approvvigionamento e distribuzione delle acque sono oggetto di interventi e di rifacimenti: acquedotto del mwavuCosia con prelievo presso la mwavydiga di Leana (mwavc1907), Molena e mwavgCarcano (mwavk1937), sorgenti di mwavoAlserio (mwavs1959), rinnovo della rete di distribuzione (mwavw1961).
Il paese si dota di mezzi di comunicazione che vanno a sostituire le vecchie diligenze a cavalli: autocorriera sulla linea mwav4Como-mwav8Erba-mwawaCanzo-mwaweAsso e nel mwawi1911 la mwawmtranvia Como-Erba che verrà successivamente prolungata fino a mwawqLecco. La mwawutranvia verrà sostituita nel mwawy1955 da un servizio con pullman.
Il comune stanziò anche una somma per la mwawgferrovia Milano-Erba, inaugurata nel mwawk1880.
Il primo cittadino del paese a essere nato nel mwaw41928 è Ampelio Corti al quale è stato consegnato un attestato di riconoscimento.
Il paese durante buona parte del Novecento ha rappresentato un centro di villeggiatura soprattutto per numerosi turisti brianzoli e milanesi, grazie a luoghi quali l'mwaxaAlpe del Viceré con l'Albergo La Salute.
L'afflusso turistico è andato via via calando per ridursi ai soli turisti domenicali, richiamati dall'mwaxiAlpe del Viceré o dalle iniziative (sagre e fiere), come la festa dei mwaxmCrotti, organizzata in paese, che richiamano ogni volta moltissima gente.
L'agricoltura e l'allevamento del bestiame, salvo qualche caso sono quasi scomparse, così come la crisi dell'industria serica che ha portato alla chiusura delle storiche filande (Civati, Rejna, Porro, Borselli, Giobbia, Feloy e ultima la Dubini), che offrivano occupazione agli abitanti di Albavilla.
Attualmente le attività produttive, che si concentrano prevalentemente nella parte sud del territorio, sono concentrate sulla meccanica, la tessitura-tintoria, edilizia, florovivaistica, falegnameria e sul terziario.
Simboli
Lo stemma del comune è stato riconosciuto con regio decreto del 15 aprile 1928 quando si chiamava ancora Vill'Albese.cite-ref-acs-11-0[11]
«Di rosso, alla
banda
d'oro accompagnata in capo da un
lambello
a tre pendenti d'azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone, concesso con R.D. del 19 ottobre 1933cite-ref-acs-11-1[11], è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di San Vittore Martire
È la chiesa principale dell'abitato, intitolata al santo patrono san Vittore martire, patrono di Albavilla la cui festa ricorre l'8 maggio.
Riguardo alla fondazione della parrocchia di San Vittore Martire di Villalbese, non si hanno notizie certe, dato che i registri incominciano dalla seconda metà del mwaywXVI secolo: una cappella dedicata a san Vittore Martire esisteva da tempo, come dimostra uno scritto del mway01398.
Parte di questa cappella era quella chiamata "Chiesa Vecchia", che fino all'inizio del mway8Novecento esisteva perpendicolarmente dietro la "chiesa nuova" costruita nella prima metà del mwazaXVIII secolo; con l'ampliamento di quest'ultima, l'antica struttura è stata demolita nel mwaze1914.
In seguito all'aumento della popolazione nel mwazm1912-mwazq1913, si decide per l'ampliamento della struttura utilizzando le aree occupate dall'mwazuabside, dal campanile e dalle sacrestie della chiesa precedente "chiesa vecchia" e dal giardino e parte della casa parrocchiale che viene restaurata. I lavori prendono il via nel mwazy1914 e nel gennaio mwazc1916 iniziano le celebrazioni delle prime funzioni religiose. L'attuale campanile fu costruito durante questi lavoricite-ref-063-10-6[10].
Nella struttura predomina lo stile rinascimentale: l'iconografia è a forma di croce, con i bracci laterali che terminano in absidi semicircolari, minori di quelli della navata longitudinale.
La cupola è di pianta poligonale e si appoggia su otto mwaailesene. Nella seconda metà del mwaamXVI secolo, la chiesa aveva il campanile innestato in un fianco della facciata. Nel mwaaq1727 con la costruzione della nuova parrocchiale viene costruito anche il campanile della "chiesa nuova", situato sul lato opposto a quello della torre attuale. Nel mwaau1917, ad ampliamento avvenutocite-ref-12[12], il nuovo campanile torna ad occupare la posizione a lato monte. il campanile ospita 8 campane ambrosiane in Sib2 della Barigozzi di Milano fuse nel 1950.
Chiesa di Santa Maria
La Chiesetta di Santa Maria di Loretocite-ref-13[13], risalente all'epoca medioevale, è situata in posizione panoramica nella frazione di Molena. Le sue origini risalgono al mwabaXII secolo come testimonia l'mwabeabside. Originariamente in stile mwabiromanico, la chiesa era dedicata a San Bartolomeocite-ref-0-14-0[14]mwabcmwabgcite-ref-05222-15-0[15]. Confrontando la vecchia iconografia con quella attuale, si nota una sostanziale diversità: doppia navata con due absidi affiancate nella parte terminale ed il campanile innestato al centro della facciata. Il riadattamento dell'edificio così com'è oggi, si completa nella prima metà del mwab0XVII secolo. Nei secoli si sono susseguiti lunghi periodi di abbandono, fino a quando negli mwab4anni ottanta vengono completati i lavori di restaurocite-ref-0-14-1[14].
Chiesetta dei Santi Cosma e Damiano
Nota anche come Chiesa di San Rocco,cite-ref-16[16] è un mwac0oratoriocite-ref-17[17] situato nella frazione di Corogna, costruito alla fine del mwadiXIV secolo in sostituzione di una preesistente cappellacite-ref-0-14-2[14]. Successivi rimaneggiamenti si registrarono nel XVII secolo.cite-ref-1-18-0[18] La Chiesetta, che è dunque di origine medievalemwadsmwadwcite-ref-05222-15-1[15], presenta un'unica navata con abside semicircolare, con affiancato il suggestivo campanile in mwaeestile romanicocite-ref-0-14-3[14] databile al XI-XII secolocite-ref-1-18-1[18]. Al suo interno si trovano resti di mwaeoaffreschi risalenti al XV e al XVI secolo. Alcuni interventi di restauro svolti nel mwaes1977 e nel mwaew1983cite-ref-0-14-4[14] hanno restituito alle facciate la veste originaria, con pietre squadrate a vista, in cui sono state scoperte due antiche finestrelle absidali, che erano state otturate
Altro
• Chiesa di San Dionigicite-ref-19[19], in frazione mwafgCarcano, costruita laddove si trovava il castello distrutto dai Milanesi in seguito alla vittoria nella mwafkbattaglia di Carcanocite-ref-062-7-5[7]
Architetture civili
Palazzo comunale
Il palazzo comunale è tornato nell'edificio di piazza Roma dal maggio mwags2010: dagli mwagwanni novanta infatti, la sede del municipio si trovava nella villa Giamminola, una villa acquisita dal comune negli mwag0anni settanta.cite-ref-21[N 1]
Crotti
I crotti (noti anche come grotti)cite-ref-2-8-1[8] sono delle costruzioni rurali "a volta", dal cui fondo in roccia fuoriescono getti di aria fresca, che mantengono la temperatura durante l'anno costante a mwahg12 °C - 14 °C. Per questa loro prerogativa, nel corso dei secoli i crotti sono stati a lungo utilizzati come cantine per la conservazione di formaggi e salumi.cite-ref-2-8-2[8]
Le montagne di Albavilla sono un rilievo calcareo, con presenza di cavità e cunicoli originatisi in seguito al fenomeno del mwaiicarsismo: in questi cunicoli circolano sia acqua che aria, ma nella maggior parte dei crotti è solo l'aria fresca a fuoriuscire, ad eccezione del crotto Italia dove fuoriesce anche acqua che viene raccolta in una vasca.
Sul territorio di Albavilla si contano 34 crotti:
1. Crotto Villa Ruini
2. Crotto Villa arello
3. Crotto Baldisaren
1. Crotto Villa Decli
2. Crotto Roscio
1. Crotto dal Zariten
2. Crotto dal German
3. Crotto dal Murneè
4. Crotto dal Boeucc
5. Crotto dal Senza Capèl
6. Crotto dal Baghett
7. Crotto dal Sciur Giuan
8. Crotto dal Lenin
9. Crotto Roma
10. Crotto dal Magnen
11. Crotto da la Fôus
12. Crotto di Ciòca
13. Crotto Villa Binaghi
14. Crotto dai Cichinela
15. Crotto Villa Croci
16. Crotto Maestra Mary
17. Crotto di Sesanet
18. Crotto Felicino Giobbia
19. Crotto Giobbia
20. Crotto Villa Santambrogio
21. Crotto de Gaudenzi
22. Crotto dal Pichètt
23. Crotto Villa Morassi
24. Crotto Villa Stucchi
25. Crotto Volta
26. Crotto dal Penèl
27. Crotto de la Russa
28. Crotto dal Carduna
29. Crotto Italia
Ville
Fino dall'antichità Albavilla ebbe sempre il ruolo di “villa”: si spiega l'etimologia dell'antico nome “Villalbese”, sostituito nel 1928 da “Albavilla”.
Le più antiche ville presenti sono:
1. Villa Pina
2. Villa Giamminola, ex sede del palazzo comunale
3. Villa Giobbiacite-ref-22[21], sede dell'asilo infantile
4. Villa Dubini
5. Villa Bottoni
6. Villa Giannetta
7. Villa Vaia
8. Villa Parravicini, risalente al XIX secolocite-ref-23[22]
9. Villa Gonda
10. Villa "Liberty"
11. Villa San Giuseppe
12. Villa "Luigia"
13. Villa Bari
14. Villino "Amabile"-Tettamanti
15. Ca' Moneta (già Villa Teresa)
16. Villa Cortesella, costruita nel 1550mwanemwanicite-ref-0522222242222224-24-0[23] ma ristrutturata nel 1841cite-ref-25[24] secondo lo stile mwansneoclassicocite-ref-1-18-2[18].mwaoamwaoecite-ref-0522222242222224-24-1[23] Situata in località Muzzonico,cite-ref-1-18-3[18] la villa era un tempo dotata di mwaoogiardino formale; negli mwaosanni 1960 fu dotata di corpi lateralimwaowmwao0cite-ref-0522222242222224-24-2[23].
17. Villa Finzi, nota anche come "Castellazzo", risalente alla fine del XIX secolocite-ref-26[25]
18. Villa Porro, costruita nel 1850cite-ref-27[26]
19. Villa Micheloni, risalente al XVIII secolocite-ref-28[27]
La Foce
Situato nel centro storico del paese, la Foce (“Fous” in dialetto locale), è un antico lavatoio utilizzato in tempi passati per il lavaggio del bucato.
Un antico proverbio albavillese recita: mwaqg"Quand al vegn la Fous d'està, la stagion la va a maa" ("Quando la Foce arriva d'estate, la stagione va a male"), ad indicare che la stagione non era propizia se scorreva l'acqua nel periodo estivo.
Aree naturali
Alpe del Viceré
L'mwaruAlpe del Viceré è un mwaryaltopiano che si allarga sui contrafforti del monte mwarcBollettone sopra l'abitato di Albavilla a quota 903mwargm s.l.m.
È comodamente raggiungibile dal paese di Albavilla con una strada carrozzabile della lunghezza di 6mwaro km.
L'area dispone di parcheggi e aree per pic-nic, ma sono presenti anche ristoranti e rifugi.
Il monte Bollettone
Raggiungibile dall'mwar8Alpe del Viceré è meta di numerosi escursionisti e rappresenta uno dei luoghi naturali più belli oltre che di Albavilla, anche del mwasaTriangolo lariano, per gli scorci panoramici visibili dalla vetta.
Gli scorci spaziano a 360° passando dalla mwasiBrianza e la mwasmpianura Padana con gli mwasqappennini in direzione sud, al Lago di Como e a parte dell'mwasuarco alpino e mwasyprealpino nelle restanti direzioni.
Buco del Piombo
Il mwasoBuco del piombo è un'imponente grotta naturale, situata nel comune di mwassErba, ma che è possibile raggiungere sia dal paese di Albavilla e sia dall'mwaswAlpe del Viceré.
Valle del Cosia
Si segue il corso del torrente mwatqCosia a partire dalla località Fontana Massera, raggiungibile poco fuori dal paese prendendo la strada per l'mwatuAlpe del Viceré.
Una valle ancora intatta in cui si possono ammirare degli mwatcorridi e delle profonde pozze create dall'azione dell'acqua.
Il sentiero conduce fino alla mwatkdiga di Leana, invaso che tuttora non è inutilizzato, ma che è stato utilizzato come approvvigionamento di acqua per il paese di Albavilla.
Lago di Alserio
Il mwat0lago di Alserio è caratterizzato dalla presenza di specie vegetali e animali tipiche delle mwat4zone umide: per quanto riguarda la mwat8flora, si segnalano mwauaninfee, mwauepiante acquatiche e canneti, mentre le sponde sono caratterizzate da prati e boschi cedui. Per quanto riguarda la mwauifauna, esistono numerose specie di mwaumanfibi e mwauqrettili, quali la mwauurana, il mwauyrospo, le bisce d'acqua. Sulle rive sono presenti una notevole varietà di mwaucuccelli: mwaugsvasso maggiore, mwaukgermano reale, la mwauogallinella d'acqua, e l'mwausairone cinerino.
Boschi e sentieri
I mwaviboschi che circondano l'abitato, sono composti prevalentemente da alberi cedui come mwavmcastagno, mwavqrovere, mwavufaggio, mwavybetulla, mwavcfrassino, mwavgacero ma in alcune zone (mwavkAlpe del Viceré), per opere di rimboschimento sono stati piantumati anche mwavoabeti, mwavspini e mwavwlarici.
Numerose specie di mwav4piante erbacee e di mwav8flora protetta, tipica di tutta la zona del mwawaTriangolo Lariano, tra i quali si ricordano: mwawenarciso, mwawiprimula, mwawmgiaggiolo, mwawqgiglio, mwawurosa gallica, mwawycampanula barbata, mwawcciclamino delle Alpi, mwawgbucaneve, mwawkpungitopo.
Per quanto riguarda il narciso, in tempi non tanto lontani venivano organizzate delle vere e proprie raccolte (narcisate): al giorno d'oggi la raccolta è vietata, trattandosi di flora protetta.
Nel sottobosco, anche per chi non è un "Fungiatt" (in dialetto locale), o esperto cercatore di mwawwfunghi, è possibile trovare funghi quali mwaw0porcini o mwaw4mazze di tamburo.
Per gli appassionati di mwa0gtrekking o di mwa0kmountain bike, nei boschi sono disponibili dei percorsi di varie difficoltà, sia a partire dall'abitato e sia dalla zona dell'mwa0oAlpe del Viceré.
Tra i principali sentieri si segnalano i seguenti itinerari:
• dal centro paese alla trattoria Alpina, e proseguendo oltre possibilità di scegliere tra il mwa04buco del piombo o la salita all'mwa08Alpe del Viceré
• sentiero degli mwa1ealpini, che dal centro del paese conduce all'mwa1iAlpe del Viceré, passando dall'Albergo La Salute
• dal centro del paese, salendo per via ai Monti, si entra nella valle del mwa1qCosia passando per la mwa1udiga di Leana, fino all'mwa1yAlpe del Viceré
• dal centro del paese, salendo per via ai Monti, all'inizio della valle del mwa1gCosia, si seguono le indicazioni per la baita Patrizi salendo per una mwa1kstrada agro-silvo-pastorale detta “la tagliata”
• dall'mwa1sAlpe del Viceré ci sono poi numerose possibilità di sentieri
• sentiero del balcone e del Brolo, che dal mwa18lago di Alserio conduce verso la frazione di Carcano di Albavilla
Società
Evoluzione demografica
• 590 nel mwa2o1751 mwa2scon Saruggia
• 899 nel mwa201771
• mwa281 000 nel mwa3a1799
• mwa3i1 369 nel mwa3m1805
• mwa3o1 613 nel mwa3s1853
• mwa301 703 nel mwa341861
• mwa4a1 881 nel mwa4e1881
• mwa4m2 159 nel mwa4q1901
• mwa4y2 132 nel mwa4c1921
Abitanti censiticite-ref-30[29]
Dialetto
Tradizioni e folclore
• mwa5qFesta dei mwa5uCrotti
Importante momento aggregativo di tutto il territorio è la mwa5sFesta dei Crotti, organizzata ogni primo e secondo weekend di ottobre lungo le vie del paese. Si tratta di un percorso che si snoda attraverso i vari mwa5wcrotti di Albavilla con possibilità di visita e di degustazione di prodotti tipici. All'evento si affiancano iniziative che variano di anno in anno: esposizione di attrezzi agricoli e dimostrazione delle attività agricole di un tempo, esposizione di quadri, pizzi e merletti, vendita di prodotti tipici, servizio ristorazione. Negli ultimi anni si sono aggiunte le aperture di varie corti tipiche.
• mwa58Giovedì Estivi
Organizzati dall'Amministrazione Comunale attraverso la Consulta Spettacolo e Manifestazioni (presieduta da Domenico Caminiti)
sono ormai un appuntamento fisso durante i giovedì sera di luglio:
la piazza diventa pedonale, con musica, giochi per bambini, ristorazione
• mwa6uFesta della Giubiana
La Giubiana è una festa tradizionale della mwa6gLombardia, sentita specialmente in mwa6kBrianza, nell'mwa6oAltomilanese, nel varesotto e nel comasco che consiste nel mettere al rogo un fantoccio vestito di stracci; il rituale rappresenta simbolicamente la fine della cattiva stagione.
• mwa60Trofeo Jack Canali
Una corsa podistica che si tiene ogni anno nel mese di maggio, con partenza dal centro del paese a quota mwa7m430 m s.l.m. e arrivo in vetta al monte mwa7qBollettone a mwa7u1302 m s.l.m.: mwa7y6,7 km su sentieri e mulattiere di montagna per un dislivello di mwa7c890 m.
• mwa7oGiroingiro del mwa7sBollettone
“Camminata non competitiva sui sentieri del monte mwa70Bollettone”, che si tiene ogni anno nel mese di settembre: un anello di circa mwa7412 km che dall'mwa78Alpe del Viceré gira intorno al monte mwa8aBollettone: la prima parte del percorso porta alla baita Patrizi e alla bocchetta di Lemna, quindi sentiero dei mwa8efaggi, e arrivo alla capanna Mara, con discesa fino al punto di partenza.
• mwa8qFesta della Montagna
Si tiene all'mwa8yAlpe del Viceré nel mese di maggio.
• mwa8kCastagnate
Manifestazioni organizzate da diverse associazioni presenti, in cui si mangiano le caldarroste (biröll, in dialetto locale).
• mwa9iSagre e feste organizzate durante l'anno dalla locale proloco
Durante l'anno la locale Pro Loco, organizza una serie di sagre e feste, tra le quali si ricordano a titolo di esempio:
• Liscio sotto le stelle
• Hobby Orto
• Sagra del Carpione
• Maiale in pentola
• Zuppe & Bolliti
Cultura
Eventi
• mwa94La battaglia di Carcano
Rievocazione della mwa-abattaglia combattuta il 9 agosto 1160 tra la lega dei Comuni e l'esercito del mwa-eBarbarossa.
Infrastrutture e trasporti
Fra il mwa-q1912 e il mwa-u1955 la località era servita da una stazione posta lungo la mwa-yTranvia Como-Erba-Leccocite-ref-31[30].
Sport
In paese sono presenti impianti sportivi sia pubblici e privati: si contano le mwa-0palestre comunali e tre palestre private, campetti da mwa-4calcetto e da mwa-8tennis, mwa-acampo da calcio dell'oratorio e piscine all'aperto in struttura privata. I numerosi sentieri presenti che si snodano a partire dal centro dell'abitato, permettono di praticare mwa-etrekking e mwa-imountain bike, e nei mesi invernali, neve permettendo, mwa-mciaspolate, immersi nella natura del mwa-qTriangolo Lariano.
Amministrazione
Amministratori comunali dall'mwa-gunità d'Italia ad oggi di Villalbese e poi dal mwa-k1928 di Albavilla
| nominativo | | periodo |
|---|---|---|
| Civati Luigi | sindaco | 1860 - 1875 |
| Boselli Leopoldo | sindaco | 1876 - 1878 |
| Dubini Giuseppe | sindaco | 1879 - 1894 |
| Boselli Leopoldo | sindaco | 1895 - 1897 |
| Peregrini Alfredo | sindaco | 1899 - -- |
| Civati Paolo | sindaco | 1900 - 1903 |
| Rejna Giovanni | sindaco | 1904 - 1905 |
| Dubini Antonio | sindaco | 1905 - 1910 |
| Cigardi Giovanni | sindaco | 1910 - 1923 |
| Parravicini Ugo | sindaco | 1923 - 1924 |
| Civati Achille | sindaco | 1925 - 1926 |
| Airoldi Alberto | podestà | 1927 - 1934 |
| Cigardi Giovanni | podestà | 1934 - 1938 |
| Strazzabosco Italo | commissario | 1938 - 1939 |
| Longoni Oreste | podestà | 1939 - 1943 |
| Cipolat Giovanni | commissario | 1943 - 1945 |
| Pescetti Riccardo | sindaco | 1945 |
| Barello Giuseppe | sindaco | 1945-1946 |
| Tettamanti Luigi | sindaco | 1946 - 1951 |
| Binaghi Riccardo | sindaco | 1951 - 1953 |
| Fagnani Ernesto | sindaco | 1953 - 1954 |
| Parravicini Nemesio | sindaco | 1954 - 1956 |
| Patanè Attilio | sindaco | 1956 - 1964 |
| Paolina Roberto | sindaco | 1964 - 1970 |
| Pontiggia Giovanni | sindaco | 1970 - 1975 |
| Parravicini Giancarlo | sindaco | 1975 - 1985 |
| Frigerio Pierluigi | sindaco | 1985 - 1995 |
| Spadina Ottorino | sindaco | 1995 - 1999 |
| Vitali Giuseppe | sindaco | 1999 - 2004 |
| Pontiggia Giacomo | sindaco | 2004 - 2009 |
| Fermi Alessandro | sindaco | 2009 - 2013 |
| Cairoli Carlo | vicesindaco reggente | 2013 - 2014 |
| Giuliana Castelnuovo | sindaco | 2014 - in carica |
mwbiu - Amministratori comunali di Villalbese ed Albavilla dall'Unità d'Italia
Note
Esplicative
cite-note-21N 1. ↑ Per le celebrazioni dei 150 anni dell'mwbi0Unità d'Italia, l'illuminazione notturna disegna un mwbi4tricolore sulla facciata.
Bibliografiche
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cite-note-99. ↑ mwbokmwboochi l'ha scritto, grazie?!.
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cite-note-2625. ↑ mwbyqmwbyumwbyyVilla Finzi - complesso, Via Lega Lombarda, 2,4 (P) - Albavilla (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwbyclombardiabeniculturali.it. mwbygURL consultato il 25 marzo 2020.
cite-note-2726. ↑ mwbywmwby0mwby4Villa Porro, Via Manzoni, 8 - Albavilla (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwby8lombardiabeniculturali.it. mwbzaURL consultato il 25 marzo 2020.
cite-note-2827. ↑ mwbzqmwbzumwbzyVilla Micheloni, Via Mazzini, 26 - Albavilla (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwbzclombardiabeniculturali.it. mwbzgURL consultato il 25 marzo 2020.
cite-note-3029. ↑ Dati tratti da: mwbaimwbammwbaqmwbaumwbayPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwbacmwbagPDF), su mwbakebiblio.istat.it, mwbaoISTAT. mwbasmwbawmwba0mwba4Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwba8esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-3130. ↑ mwbbqFrancesco Ogliari, mwbbuComo nella scienza e nei trasporti, TIBB, Edizione speciale fuori commercio, Milano, novembre 1987.
Bibliografia
• Luigi M. Gaffuri - Albavilla, storia, geografia, aneddotica, folclore
• Luigi M. Gaffuri - Piccole cose di casa nostra
• citerefbelloni-et-alLuigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Albavilla, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992.
• citereftci99Touring Club Italiano (a cura di), Guida d'Italia - Lombardia (esclusa Milano), Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1325-5.
• citerefsuffiaGiusi Suffia, Patrizia Guerra ed Enrico Romanetto (a cura di), Albavilla, in Como, i laghi e le valli, collana Le guide d'Italia, n. 237, Torino, Europea Editoriale C.O.M. s.r.l., 2019.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.albavilla.co.it.
• citerefsapere-itAlbavilla, su sapere.it, De Agostini.
• mwbcyTriangolo Lariano sito della mwbccComunità Montana del Triangolo Lariano
• mwbckPro Loco Albavilla Pro Loco Albavilla
• mwbcsCartoline di Albavilla Foto d'epoca
• mwbc0Legambiente Erbese sito dell'associazione ambientalista